giovedì 13 dicembre 2007

L'Orda

In questi giorni sto leggendo un libro molto interessante, "L'Orda" di Gian Antonio Stella, lo stesso autore de "La casta". Negli ultimi anni in Italia è stato molto sentito il problema dell'immigrazione, in cui noi sembriamo le vittime di questa "invasione" di albanesi, rumeni, marocchini, cinesi. Ma siamo sicuri che siamo proprio noi le vittime di questa "invasione"? (che è tutto forché invasione, perché senza immigrazione la popolazione continuerebbe ad invecchiare, producendo un rapido decremento del prodotto interno lordo, con un sempre maggior costo per il mantenimento dei troppi anziani e quindi con una minore quantità di prodotto pro capite, poiché la quantità di popolazione produttiva scenderebbe in continuazione) La verità è che la parte degli invasori l'abbiamo fatta anche noi, per quasi un secolo. O forse anche di più. Oggi si sente dire da tutti che l'emigrante italiano una volta giunto nel paese di destinazione si sia sempre comportato onestamente, si sia arricchito grazie al proprio lavoro e sia sempre stato pienamente accettato dal paese che lo riceveva. Ma siamo sicuri che sia così? No, non è andata affatto così. Noi Italiani abbiamo esportato all'estero una tale quantità di criminalità e problemi (senza distinzione tra nord e sud, fino al boom economico erano entrambi poveri), che ovunque siamo stati etichettati come un popolo di fannulloni, violenti, furbi, gente dal coltello facile. Noi italiani gestivamo la tratta mondiale della prostitute, la maggior parte ragazzine raccatate nei bassifondi di città come Napoli o Roma; Noi gestivamo la tratta del lavoro minorile, bambini comprati per pochi soldi alle grandi famiglie contadine del Veneto e del Friuli (sì, anche il "nostro" Friuli) o dalle povere famiglie rulari Calabre. Naturalmente la maggior parte dei nostri erano onesti e di buone intenzioni, ma non lo sono forse anche gli albanesi o i rumeni che vengono da noi? "No", risponderebbero oggi molti italiani. E "No" avrebbero risposto a gran voce americani, francesi, svizzeri, ecc. se quella domanda fosse stata rivolta a loro su di noi. E nei nostri confronti c'è stato un enorme numero di "violenze razziali", forse come nessun altro popolo (escludendo molte minoranze etniche o comunque popoli poco numerosi come baschi o curdi) della terra, apparte gli ebrei, ne ha subite. Per questo vi consiglio vivamente questo libro, per capire, per conoscere il nostro passato, e per non sbagliare nel trattare i nostri immigrati, poiché anche noi siamo stati emigranti per tanto tempo, e quindi dovremmo aver imparato la lezione meglio di chiunque altro.

Ciao a tutti, buona serata.

P.S. Leggendo 'sto libro mi sta anche crescendo un grande sentimento patriottico, non vorrei diventare di 'sto passo un nazionalista XD.